Non ho più scritto. Non sapevo più che scrivere. Sono stati mesi complicati. Mi sono ritrovata davanti a scelte che, appena fatte mi sembravano le più azzeccate e poi subito dopo si sono rivelate essere scelte errate e inconcludenti. Questo mi ha portato a chiedermi cos’avessi concluso fino a quel momento, che cosa volevo dalla mia vita futura? Sono brutte le aspettative che non vengono realizzate, è brutto sentirsi svuotato e senza più nessun appiglio al quale aggrapparsi. È come se in una giornata di mare calmo si fosse alzata un onda da tsunami e mi avesse investito. E l’onda dello tsunami non si ferma in spiaggia, continua a distruggere, inghiottire, annientare, demolire fino all’entroterra. Ecco, io sono così dentro. Una terra colpita da uno tsunami: distrutta, annientata, rasa al suolo, vuota. Per questo non ho più scritto niente. Mi sentivo di non poter più scrivere, non riuscivo a connettere con me stessa figuriamoci scrivere per connettersi con altri. Ma ora, è il momento di cominciare a ricostruire. È il momento di abbandonare lo stato di sconforto dopo la distruzione totale e rimboccarsi le maniche.
Ho un sacco di belle avventure da scrivere. Un viaggio di 21 giorni in camper tra Spagna e Francia. 4500km insieme a Elvis e al mio compagno di vita e di avventura. LA RAGAZZA DEL SURFISTA IS BACK IN TOWN!
Mi sono imbarcata su Costa Fascinosa un giorno che pioveva a dirotto e c’era freddo. D’altronde erano gli inizi di ottobre, l’autunno era già iniziato. Io sono partita nella speranza di trovare nelle isole greche un po’ di estate. Partenza da Venezia puntuali, attraversando il canale della Giudecca, ci troviamo di fronte lo spettacolo di Piazza San Marco. Ci sentiamo addirittura delle celebrità , le centinaia di turisti in piazza scattano foto di questo gigante enorme che solca un canale così piccolo. Dopo questo spettacolo,il viaggio appena iniziato prosegue. Prima sosta Bari poi Katakolon poi finalmente la meta, per me, più attesa: SANTORINI.
La barca attracca in rada e i tender fanno avanti e indietro per scaricare sull’isola orde di turisti. Siamo tra i primi a scendere e arrivati al porto, cerchiamo subito funivia che ci porterà in centro… Ci sono altre due soluzioni per salire a Fira: 45 min di camminata su una mulattiera oppure sulla stessa mulattiera a dorso di un asinello. Ma purtroppo con le crociere bisogna velocizzare le tempistiche, le ore a disposizione sono sempre limitate quindi, per chi non vuole affidarsi a visite/escursioni guidate deve assolutamente programmare tutto al minimo secondo! Il mio programma è quello di affittare uno scooter a Fira e partire alla scoperta di Oia ,prima che arrivino le corrierate di turisti, e per finire bagno a Kamari in una delle affascinanti spiagge nere di Santorini. Lo scooter è stato trovato senza alcuna difficoltà , quindi si parte, la strada è libera… ma in alcuni tratti di salita ripida il nostro mezzo di trasporto fa fatica a salire…Avevo quasi paura di dovermi fare a piedi quei tratti! Quando arriviamo a Oia iniziamo a camminare per le sue vie, il paese è un gioiellino, la vista sulla Caldera è mozzafiato… La più chic dei paesini a Santorini. Hotel di lusso, design , piscine a picco sul mare ed esclusivi resort fanno di Oia una destinazione per chi non ha problemi di budget. Le ore del giorno migliori per visitarla senza problemi di traffico pedonale sono sicuramente quelle della mattina. La sera, al tramonto, le viuzze si riempiono di turisti alla ricerca del tramonto perfetto… E Santorini difficilmente delude le aspettative!
Ma che cos’è la caldera di Santorini? Un eruzione vulcanica 10mila anni fa ha affondato gran parte dell’isola. Quello che rimane è questo piccolo isolotto e altri isolotti più piccoli: Thitasia, Palea Kameni e Nea Kameni. Dove si trovano tracce di vulcano attivo: fumarole, zolfo e sorgenti marine di acqua calda.
Altre paesini da visitare: FIRA, io purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerla molto bene. E’ la capitale di Santorini, il centro nevralgico. Qui si trovano negozi di marca, negozietti con souvenir kitch, taverne chiassose, bar, ristoranti e agenzie turistiche che propongono tour ed escursioni. FIROSTEFANI e IMEROVIGLI hanno anche loro una vista mozzafiato sulla caldera ma rispetto a Oia e a Fira i prezzi per soggiornare sono inferiori. PERISSA e KAMARI invece sono meno turistiche, hanno alloggi anche più economici, sono direttamente sulla spiaggia. Per chi è appassionato di storia AKROTIRI èil più importante sito archeologico dell’Egeo.
Dopo essere stata ad Oia ed aver scattato foto per un calendario da 365 pagine e volendo anche vedere un po’ il mare di Santorini mi dirigo verso Kamari, un paesino conosciuto tra i back packer che ha una lunga spiaggia di sabbia nera. Santorini non è al destinazione per chi cerca mare caraibico e spiagge di sabbia bianca, in realtà il mare è limpidissimo e trasparente ma i colori non risaltano a causa della spiaggia di origine vulcanica. Ne risulta un blu scuro e profondo che da ancora più fascino all’isola.
Altre spiagge da scoprire: PERISSA, 8 km di spiaggia nera attrezzata, ottima per famiglie con bimbi, persone che amano fare lunghe passeggiate, la spiaggia è spesso ventosa quindi adatta per WINDSURF e KITE SURF; RED BEACH, è una spiaggia di sabbia rossastra delimitata da scogliere anche loro rossastre; PERIVOLOS è la continuazione di Perissa, la sabbia è leggermente più chiara; VLYCHADA la sabbia è nera attorniata da scogliere di tufo; CAPO COLOMBO delimitata da scogliera grigia, spiaggia di sabbia e ciotoli, è una delle più tranquille; MONOLITHOS spiaggia di sabbia nera.
L’isola quindi si può visitare in un giorno per chi utilizza una nave da crociera come mezzo di trasporto oppure in una settimana se si vuole volare da Verona, Bologna, Bergamo o Milano (volo diretto). I periodi migliori, anche per evitare i mesi più battuti turisticamente, sono maggio/giugno/settembre e ottobre. Vi assicuro che a ottobre il bagno è assicurato. Per chi ha una settimana di vacanza, può anche scegliere di passare qualche giorno sull’isola di Santorini e di spostarsi per qualche altro giorno su qualche altra isola vicina: Ios, Folegandros, Amorgos e Milos.
C’è qualcosa di questo Viaggio che mi attira… La spirituralità che emana, la forza della condivisione con gli altri pellegrini, il contatto con la natura, la solitudine. Sono alcune delle cose che mi affascinano di questo percorso.
D’altronde tutti siamo in costante cammino, alla ricerca di noi stessi, in un mondo che corre sempre più veloce e che non ci da il tempo di pensare e di vivere a pieno le emozioni.
Ma oggi mi piacerebbe approfondire questo Cammino, Viaggio, Esperienza di Vita.
Il cammino di Santiago è il pellegrinaggio che ha come meta la cattedrale di Santiago de Compostela, in Galizia (nord della Spagna). La cittadina di Santiago de Compostela è raggiungibile attraverso svariati sentieri e percorsi che attraversano l’Europa. Per chi vuole affrontare un cammino unico c’è la possibilità di partire anche dall’Italia, percorrendo la Via Francigena.
Il pellegrinaggio è valido se si percorrono almeno gli ultimi 100 km a piedi o a cavallo e gli ultimi 200 km in bici. Per essere certi che abbiate percorso tutti i km a piedi o in bici avrete con voi “la credenziale del cammino”, in sostanza un passaporto/un diario del pellegrino che avrà un timbro ogni tappa. I timbri sono apposti da ostelli che vi ospitano/municipi/parrocchie/bar. Ricordatevi quindi di far timbrare la credenziale ogni giorno! Per i 100km finali è necessario far apporre almeno 2 timbri al giorno a dimostrazione di aver percorso il tragitto a piedi. La credenziale si può chiedere direttamente in parrocchie/municipi delle città lungo il cammino.
Grazie a questi timbri sulla Credenziale del Cammino avrete diritto alla Compostela. Un documento rilasciato l’ultimo giorno, arrivati a Santiago, che certifica che avete fatto tutto il pellegrinaggio. Per chi percorre il Cammino per motivi culturali, sportivi o turistici avrà , comunque, un attestato scritto in spagnolo.
Ogni anno 300mila pellegrini raggiungono Santiago dai vari sentieri. L’origine di questo pellegrinaggio risale al Medioevo. I pellegrini arrivavano a Santiago de Compostela per celebrare la tomba dell’Apostolo Giacomo il Maggiore, che fu trovato (secondo leggenda) sulle coste della Galizia.
I PERCORSI
Partiamo con il dire che ogni scelta è un fatto del tutto personale, non esiste il migliore o il peggiore. Solitamente le tappe sono distanziate, per i percorsi a piedi, da 20/30 km. Dipende tutto da persona a persona e dal grado di allenamento. Il fisico non va mai portato al limite.
CAMMINO FRANCESE: parte da Saint-Jean-Pied-de-Port in Francia, ai piedi dei Pirenei. Sono 800 km totali, suddivisi in 31 tappe. E’ il cammino tradizionale, quello più percorso.
CAMMINO PORTOGHESE da Porto: 240 km suddivisi in 10/11 tappe. Potete scegliere di fare il percorso litorale, camminando lungo il mare o il percorso tradizionale che però passa attraverso la zona industriale di Porto. Alcuni pellegrini per evitare il problema dell’asfalto e della periferia di Porto si allontanano dalla città con la metro.
CAMMINO INGLESE: Parte da Ferrol o A Coruna. Sono (partendo da Ferrol) 122 km divisi in 6 tappe. Era il percorso medievale dei devoti inglesi.
CAMMINO PRIMITIVO: Da Oviedo. Come dice il nome è il percorso più antico. Un cammino duro e aspro, imponente e bello che ha conservato tutto il suo fascino. E’ un percorso che si svolge in 320 km e in circa 13 tappe. Più impegnativo degli altri per il continuo sali scendi.
CAMMINO MOZARABE: E’un insieme di cammini che i pellegrini , nel Medioevo, percorrevano dalle città andaluse. Ha inizio da Malaga, Granada , Jaen o Cordoba,collegandosi con la via della plata in Estremadura. Assolutamente da evitare nei mesi estivi per le temperature proibitive. E’ un percorso poco frequentato e poco segnalato. C’è una notevole distanza tra le città quindi è consigliato fare un carico d’acqua alla partenza oppure si può ovviare alle distanze facendolo in bici. Sentieri asfaltati e sterrati senza dislivelli impegnativi attendono la vostra 2 ruote.
CAMMINO DI MUXIA – FINISTERRE DA SANTIAGO: La maggior parte dei Pellegrini finiscono il loro pellegrinaggio a Santiago ma visitano anche Muxia e Finisterre servendosi di autobus. E’ un cammino da non sottovalutare perchè molto suggestivo e meno frequentato del cammino francesce. Raggiungendo a Muxia e Finisterre otterrete un certificato analogo alla Composela chiamato: Muxiana e Finisterriana.
CAMMINO DEI FARI: 200 km da Malpica a Finisterre lungo tutta la costa oceanica (Costa della Morte). Attraversa anche Muxia. Percorso immerso nella natura e a contatto con il mare. Riempirete la vostra vista con fari, spiagge, dune, fiumi, scogliere, e tramonti indimenticabili.
Il periodo migliore per affrontare quest’avventura? MAGGIO/GIUGNO e SETTEMBRE/OTTTORE. Così potrete partire leggeti e non trovare troppo caldo ne troppo freddo.
L’ultima volta che ho preso un volo è stato a settembre e mi sembra passata un eternità . Sento la necessità , il bisogno di partire, di andare via, di cambiare aria. E pensare che volare è la cosa che odio di più al mondo! I miei compagni di viaggio possono testimoniare il mio terrore dell’aereo. Passo dalla trepidazione di aver acquistato il volo e quindi al desiderio di partire all’ansia e terrore che possa succedere qualsiasi cosa in aereo. E’ un mix che, però, non mi dispiace! Agitazione di partire e ansia di arrivare. La sensazione più bella è il momento appena dopo l’atterraggio (si, quella dove parte l’applauso per il comandande che ci ha portati sani e salvi a destinazione) quando sai di essere arrivato a destinazione e da quel momento la mente impegnata con i problemi di tutti i giorni si spegni e inizi a vivere il viaggio. Quando si aprono i portelloni e respiri finalmente l’aria del posto in cui sei arrivato, i sensi si attivano dopo tanto tempo passato nella pianura padana grigia e puzzolente. I colori, i palazzi, la lingua diversa tutto è eccitante e stimolante! Si dovrebbe vivere in viaggio, i giorni non sarebbero scanditi da minuti/ore/secondi, un giorno uguale all’altro. Il tempo si misurerebbe in avventure e esperienze vissute, in nuove scoperte. Si vivrebbe solo con la voglia di vedere e scoprire quanto piùpossibile e di ricevere dal mondo tutta l’energia che ti può dare.
La routine ti ammazza lentamente. Ne sono certa. Sveglia tutte le mattine la stessa ora, colazione, bagno, lavoro, pausa pranzo, lavoro, casa, divano, cena, divano, tv, letto. E di nuovo. Le giornate ci scivolano via senza accorgecene, sabbia tra le mani. Sabbia che non si potrà riprendere una volta volata via. Mi viene in mente una frase che sento ripetere spesso dalla parrucchiera ma che mi è sempre rimasta in presso quando magari ero bimba e sentivo da signori più meno anziani “dai 30 anni in poi la vita scorre via che non te ne accorgi nemmeno, un giorno ti svegli e sei vecchio”. Il perchè, forse, l’ho capito proprio ora, scrivendo questo blog. Questa frase l’ho sentita sempre da persone che passano una vita standard. La vita standard è quella che viviamo tutti, imposta da non si sa chi, accettata perchè giusta a priori. La vita standard è studiare, lavorare, all’età di 30/35 anni fare figli, avere casa con cane e giardino e continuare a lavorare e spaccarti la schiena per poterti permettere la casa, il giardino e i figli. Lavorare per permettere ai figli di entrare nella vita standard, cercando di non far mai mancare nulla di materiale (cellulare ultima generazione, vestiti ultima moda, le ultime scarpe da calcio). I valori quelli che non si toccano che non sono fatti di mattoni, carta, plastica, quelli non valgono più. A volte addirittura si insegna che a fare i furbi si “guadagna” di più: un bimbo che gioca a calcio e a cui viene insegnato di cadere a terra se un giocatore avversario lo tocca. Viene insegnato che mancare di rispetto va bene: la maestra mette in punizione un bimbo che ha fatto una cosa sbagliata e i genitori insorgono contro la maestra.
Purtroppo entrare nel meccanismo della vita standard è semplice, ci si entra appena si viene al mondo. Io stessa ero da vita standard, ero la perfetta vita standard. Ora sto cercando di resettare la mia vita e, piano piano uscire da questo meccanismo. Il complicato di questo processo? Ti senti quasi sbagliato nei confronti degli altri, senti che pensi cose che la maggior parte di persone o non pensa o è riuscita a mettere il silenzioso a questi pensieri. Sentirsi giudicato, diverso, visto come strano o peggio come uno che non vuole fare niente nella vita che non ha obiettivi, non ha futuro.
Io, invece, un obiettivo ce l’ho: tempo scandito da emozioni, esperienze e non dall’orologio tiranno.
La traversata è stata tranquilla. Ci siamo imbarcati per primi e abbiamo potuto prendere gli unici divanetti presenti sulla nave, nella zona bimbi. Ci siamo accampati come meglio potevamo e appena la nave è partita siamo piombati tutti e due in un sonno profondo! La narcolessia da viaggio… Peccato che non mi colpisca in aereo!La mattina, dopo varie peripezie per trovare il ponte garage dove era stato parcheggiato il nostro Elvis, ci dirigiamo verso Valledoria, più precisamente alla Ciaccia. Una spiaggia splendida, dove, se soffia il vento giusto si fanno delle ottime uscite in windsurf. Abbiamo incontrato altri due camperisti/windsurfisti, che ancora non sapevamo ma ci avrebbero fatto compagnia praticamente per tutto il viaggio.
Un’altra delle meravigliose scoperte del viaggiare: gli incontri. Ogni volta che si viaggia si incontrano persone interessanti, ognuna ha la sua storia da raccontare. Quello che le prime volte mi ha lasciato un po’ di stucco, io che per lavoro dovevo rispettare gli ordini gerarchici di pazienti e dottori, è che il viaggiatore non è avvocato, dottore, commercialista, chirurgo, operaio, casalinga. Il viaggiatore è viaggiatore. Non ci sono Lei, Voi, inchini, referenze, ma solo una gran voglia di condividere e vivere momenti che la vita ci regala.
Alla Ciaccia arriviamo che c’è una leggera brezza, sole e quasi caldo. Mentre aspettiamo che inizi a soffiare il vento andiamo a procacciare un po’ di cibo per la serata, alla fine è la Vigilia di Natale anche se siamo senza giubbino! Mentre Nic è finalmente entrato con il windsurf in acqua, io come il solito non lo perdo di vista e mi vado a fare una passeggiata a piedi nudi sulla sabbia. Uno dei tanti momenti che rimarranno nel mio cuore per sempre. Io, a dicembre, con i piedi nel mare cristallino della Sardegna con il vento che mi solletica il viso. Click, foto ricordo impressa nella mia mente.
Così com’è arrivato, il vento cala e siamo pronti a ripartire alla scoperta dell’assolata, deserta e selvaggia Sardegna. Partiamo con il tramonto e arriviamo a Stintino che è già buio, cenetta di pesce.
I miei mi mandano le foto dei regali, della tavola apparecchiata a festa, delle leccornie preparate dal mio papà ma io sono felice così. Mangiando spaghetti con sugo 4 salti in padella nei piatti di plastica con il mio compagno di avventure.
Il mattino dopo, Nic si sveglia di buon ora per controllare se ci sia già vento e che le condizioni siano buone, inoltre deve cercare lo spot giusto. La sera quando siamo arrivati ci siamo sistemati in un parcheggio con altri 3 camper e zero illuminazione. Mi stiracchio un po’ nel letto e poi decido di aprire le tendine per far entrare la luce. E scopro che siamo parcheggiati esattamente di fronte alla famosa Rocca della Pelosa. Cose che possono capitare solo se viaggi fuori stagione.
Dopo un uscita tranquilla in windsurf per Nic e una corsa di 6km per me è arrivato il momento di ripartire. Destinazione: Alghero. Per la precisione ci spostiamo a Porto Ferro, inseguiamo le onde!
Porto Ferro è un gioiellino di spiaggia con un tabulato di rocce nel punto in cui si fa surf quindi per evitare di ammazzarmi io decido che è meglio stare fuori dall’acqua e godermi lo spettacolo.
Videochiamata con i miei, sono le 15 io sono in spiaggia senza scarpe e loro ancora con le gambe sotto la tavola… Non li invidio.
Alla sera, dato che non ci sono previsioni di onde e vento, decidiamo di tornare nella civiltà e vivere un po’ la città di Alghero. Una città gioiellino sul mare, dove sembra di essere quasi in Spagna. Infatti la città è stata sotto dominio spagnolo per diversi secoli. La cosa è così radicata che si trovano ancora scritte in catalano per le stradine e quando si passeggia nei vicoli sembra di essere catapultati a Barcellona. Abbiamo passato diversi giorni ad Alghero scoprendo le scogliere di Capo Caccia, la strada panoramica per Bosa, Bosa (paesino coloratissimo che si trova spostandosi verso Oristano) e dedicandoci al nostro sport preferito: crossfit. Ringrazio i ragazzi di Cf Jailbreak Alghero che ci hanno accolto come amici. Il bello del crossfit è che puoi girare il mondo e ti ritroverai sempre in un box con persone che hanno voglia di spaccare il mondo e che sono sempre pronte a spronarti e a fare il tifo per te.
Primo gennaio 2019 decidiamo di fare un ultimo giro a Porto Pollo prima di rimbarcarci sul traghetto e tornare a casa. Impegni lavorativi e non, ci costringono a lasciare questa bellissima isola.
Un giro sulla spiaggia, un saluto agli amici conosciuti in viaggio, attendiamo che l’ultimo raggio di sole tramonti e ripartiamo per tornare a Olbia e poi a Livorno.
La nostra prima vacanza con Elvis, la nostra prima vacanza in libera, la prima spero di una lunga serie.
La Sardegna è un isola fantastica, fuori dal turismo di massa e dai mesi estivi, è un gioiello tutto da scoprire. Peccato che tutti i posti visitabili (musei, castelli, grotte) siano chiusi durante il periodo invernale. La Sardegna è un isola da fare vivere 365 giorni l’anno.
E un altra cosa per gli amici camperisti, scordatevi aree di carico/scarico aperte. Quindi prendetevi su taniche di acqua a volontà e seconda scatola per wc chimico!
Nell’immaginario comune Natale è regali, neve, maglioni di lana, pranzi e cene con parenti che assomigliano a una gara a chi riesce ad ingurgitare più cibo.
Io, da quest’anno, ho rivoluzionato la mia idea di Natale. Diciamo che ho apportato una piccola modifica alla tradizione. Come dice il detto? “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”…
Complice il mio licenziamento in tronco dal vecchio lavoro di assistente alla poltrona e la prossima assunzione al nuovo lavoro, avevo 15 giorni di libertà assoluta. Questo voleva dire solo una cosa: viaggio in camper! Un super viaggio in camper! Finalmente potevamo sfruttare il nostro amico per piú di una settimana…
Io sono partita per la tangente e volevo assolutamente andare a surfare in Portogallo, Nic con i piedi un po’ più piantati per terra ha proposto una meta tipicamente estiva… La Sardegna!
Partiamo. Prima tappa Levanto, mettono onde e N. non può rinunciare a fare un bagno nel mare ligure a dicembre inoltrato. Se mi avessero detto che alla soglia dei 31 anni avrei provato a surfare a fine dicembre non ci avrei creduto! E invece, mi sono buttata anche io nelle onde piccoline. Ho appena iniziato a conoscere questo bellissimo sport/filosofia di vita ma mi prende sempre di più. Riuscire a stare seduta sulla tavola e guardare Levanto dall’acqua mi mette già in pace con il mondo.
Levanto è stupenda, abbiamo parcheggiato Elvis (il camper) al campeggio Acquadolce, che si trova a pochi passi dalla spiaggia. Parcheggiare in area di sosta è un salasso, a 1 km e oltre dal centro e con la ferrovia che passa a pochi metri. Quindi, vai di campeggio.
Quando ero bimba mi è capitato di fare viaggi in camper con i miei e odiavo il fatto di entrare in campeggio e di dover dividere bagni e docce con altri individui. Invece adesso la doccia in campeggio è un must, posso stare sotto l’acqua calda per quanto mi pare, mi posso lavare con tutta calma senza il timore che l’acqua calda finisca o che addirittura finisca l’acqua e senza che Nic mi rompa le scatole perchè sto consumando troppa acqua!
Poi dopo 2 giorni a Levanto e finite le onde abbiamo ripreso la marcia. Tutta strada normale costeggiando le spiagge fino a Livorno, dove ci attendeva il traghetto (prenotato last second).
Quindi, la seconda parte del viaggio in Sardegna sarà scritta prossimamente. Lentezza, godersi ogni parola scritta, godersi ogni parola letta, suspance.
Come si inizia un blog? Ho aperto due pagine negli ultimi due anni e non ho mai scritto nulla. Venivo bloccata subito all’inizio. Troppe cose da dire, le dita che scorrono sui tasti veloci, uno stream of consciousness infinito… Poi rileggo tutto e mi fa schifo. Quindi cancello, riscrivo, poi getto la spugna. Quindi vediamo se questo articolo passerà il severo giudizio dell’editore…
Parto da qui, da una pagina di calendario filosofico datata 19 maggio 2018. Un anno fa circa, ho deciso di rivoluzionare la mia vita. No, putroppo non sono partita per mete lontane senza un soldo in tasca (come va tanto di moda adesso). Ho finalmente deciso di ascoltarmi di più, di volermi un po’ più bene. Ho avuto un piccolo cambiamento di rotta… Ho capito che quello la società impone (casa, lavoro, cane, casa, marito, famiglia) non è quello che tutti vogliono e desiderano. Ero quasi convinta di volere anche io quella vita, tant’è che avevo già tutto della lista ma dentro mi sentivo che non era quella la soluzione… Non era quella la vita che cercavo, che desideravo..
Avevo il fuoco dentro, mi sentivo che potevo fare tutte le cose del mondo, mi sentivo inarrestabile. Ho trovato una persona che mi ha fatto scoprire che esiste un altra tipo di vita oltre a quella “standard”, una vita ribelle, un po’ fuori dagli schemi… una vita LIBERA.
Ma cosa significa vita LIBERA? Significa semplicemente stare bene con se stessi, stare nella natura e respirare a pieni polmoni i profumi – gli odori, vedere persone nuove, conoscere le loro storie, viaggiare, vedere posti nuovi, culture diverse, ascoltare lingue sempre diverse, far crescere il proprio figlio con QUESTI valori. Non con la convinzione che se non fai l’università non sei nessuno, che se non guadagni abbastanza soldi non sei nessuno, che esiste solo il lavoro, che devi essere schiavo del lavoro, che le cose belle accadono solo di sabato e di domenica quando magari la famiglia si riunisce.
Io voglio sapere perchè su 7 giorni che abbiamo alla settimana una persona si deve accontentare solo di 1/2 giorni passati a fare ciò che vuole? Che senso ha? Vuol dire vivere la vita a 1/7 del nostro potenziale.
Quindi, piano piano farò in modo di conquistarmi la LIBERTA’, di conquistare la MIA VITA LIBERA. E questo blog parlerà anche di questo… E di molto altro… STAY TUNED!